L'Orsa Maggiore

Esistono alcune costellazioni la cui identità e importanza sono riconosciute anche nella tradizione di popoli lontani dalla nostra Europa.

È il caso della costellazione dell’Orsa Maggiore, nota anche come Gran Carro. Con quest’ultima definizione, viene intesa come un carro trainato da buoi: le sette stelle principali che la compongono rappresentano, appunto, sette buoi.

La traduzione in latino di sette buoi è Septem Triones. Vi dice nulla questa combinazione? Esatto: dà origine al termine moderno settentrione, che indica le regioni del nord, proprio come il Gran Carro, visibile nel cielo boreale.

Ma sorprendentemente, la costellazione dell’Orsa Maggiore compare anche nella tradizione di popoli lontanissimi, come gli indiani d’America.

Per comprendere il significato attribuito a questa figura celeste, occorre ricordare che è una costellazione circumpolare: cioè, ruota, nel corso dell’anno, attorno alla stella Polare senza mai tramontare, trovandosi di sera quindi, a seconda del periodo dell’anno, ora in fase ascendente, alla sinistra della stella Polare, ora in fase discendente, alla sua destra.

Questa particolare rotazione ha ispirato una lettura simbolica da parte delle popolazioni native americane. Durante l’autunno, quando la vegetazione si tinge di colori rosso acceso, la costellazione appare nella sua fase discendente: questo è stato interpretato come un segno del ciclo della vita dell’Orsa, che in quel momento sembrerebbe avviarsi al suo tramonto. Un’immagine potente, che riflette l’idea del passaggio, della trasformazione e del rinnovarsi della natura.

E se in una di queste calde sere d’estate vi capiterà di alzare lo sguardo e riconoscere l’Orsa Maggiore nel cielo, ricordate che quella stessa figura ha attraversato secoli e continenti, portando con sé storie, simboli e culture differenti.