Le montature: tipologie e consigli
È tutta una montatura!
Normalmente, questa esclamazione sta ad indicare una situazione non vera costruita con lo scopo di trarre in inganno. Nel campo dei telescopi, invece, tale frase potrebbe avere una valenza completamente diversa, stando cioè a indicare che l’importanza della montatura di uno strumento è fondamentale.
Anche la migliore ottica, per quanto potente e raffinata, non è in grado di esprimere appieno le proprie prestazioni se non è abbinata a una montatura adeguata. Per chiarire il concetto con un esempio, si può immaginare un telescopio di grande apertura, capace di raggiungere ingrandimenti dell’ordine di 1000×, installato su un supporto poco robusto: la sua reale utilizzabilità risulterebbe fortemente compromessa, se non addirittura nulla.
Ecco perché, per ogni strumento, è indispensabile scegliere la montatura giusta. È una valutazione che dovrebbe essere affrontata prima dell’acquisto, così da poter scegliere con consapevolezza ed evitare di accorgersi solo in un secondo momento che la soluzione adottata non è in linea con le proprie aspettative. È quindi fondamentale cercare di comprendere il più possibile, fin dall’inizio, quali siano le proprie esigenze osservative.
Le montature altazimutali
Se l’obiettivo è utilizzare il telescopio in modo semplice e immediato, con il minimo sforzo e nel minor tempo possibile, la scelta ideale può ricadere su una montatura altazimutale.
Questo tipo di montatura si distingue per la sua immediatezza, poiché non richiede particolari procedure di posizionamento né orientamenti specifici. I movimenti consentiti sono due: quello orizzontale, da destra a sinistra, e quello verticale, utile per puntare oggetti più o meno alti sull’orizzonte. Il limite legato a questa semplicità di funzionamento consiste nella necessità di combinare contemporaneamente piccoli movimenti su entrambi gli assi per mantenere l’oggetto osservato al centro del campo. Infatti, a causa del movimento siderale del cielo, gli astri non si spostano lungo traiettorie puramente orizzontali o verticali, ma seguono un percorso curvo, generalmente da est verso ovest.
Nonostante la sua semplicità, una montatura altazimutale può raggiungere livelli notevoli. Le versioni dotate di puntamento e inseguimento automatici permettono infatti di individuare e inquadrare in pochi secondi qualsiasi oggetto presente nel database, che può comprendere decine o addirittura centinaia di migliaia di corpi celesti, mantenendolo poi correttamente puntato per tutta la durata dell’osservazione.
Montatura altazimutale Vixen Porta II con treppiede AL130WT in alluminio
Le montature equatoriali
Se, al contrario, si prevede di utilizzare il telescopio per riprese fotografiche a lunga esposizione, come richiesto dall’osservazione e dalla fotografia di oggetti deboli quali nebulose, ammassi stellari o galassie, diventa indispensabile ricorrere a una montatura equatoriale.
Questa esigenza è legata al movimento apparente degli oggetti celesti. La volta celeste, infatti, sembra ruotare attorno a un fulcro che, nell’emisfero nord, coincide approssimativamente con la Stella Polare. Ogni astro compie quindi un moto curvo, noto come moto siderale. Questo movimento apparente del cielo è in realtà la conseguenza diretta del moto reale di rotazione della Terra attorno al proprio asse.
Se la montatura possiede il suo asse principale, detto anche asse polare, disposto parallelamente all’asse terrestre, il telescopio sarà in grado di seguire correttamente il moto dell’astro inquadrato in qualsiasi posizione del cielo. In questo modo, l’inseguimento avviene semplicemente tramite il lento movimento del solo asse polare della montatura, che si uniforma alla rotazione terrestre.
Tale movimento può essere effettuato manualmente, tramite una manopola micrometrica, oppure affidato a un motore elettrico. Nel caso delle riprese fotografiche a lunga esposizione, il sistema di inseguimento viene generalmente calibrato e corretto automaticamente grazie a un set-up accessorio chiamato sistema di autoguida.
La maggiore complessità d’uso di una montatura equatoriale deriva dalla necessità di un corretto allineamento preliminare del suo asse polare con quello terrestre. Questo si ottiene inclinando l’asse della montatura rispetto all’orizzonte di un angolo pari alla latitudine del luogo di osservazione e orientandolo con precisione verso nord.
Per quanto riguarda l’astrofotografia a lunga posa, è importante sottolineare che anche una montatura altazimutale dotata di inseguimento automatico è in grado di seguire il moto siderale. Tuttavia, essa non compensa la rotazione del campo in modo corretto: il risultato è una rotazione di campo differenziata che produce stelle allungate o strisciate, soprattutto nelle zone periferiche dell’immagine.

Le montature a moto armonico
Negli ultimi anni è comparsa sul mercato una nuova tipologia di montature equatoriali, note come montature armoniche. Questi sistemi sfruttano il cosiddetto principio del moto armonico per trasmettere il movimento dal motore all’asse della montatura, abbandonando i tradizionali ingranaggi o le cinghie a favore di una soluzione più evoluta. Il meccanismo si basa su una coppia di anelli dentati concentrici: quello interno viene deformato a “onde” per ingranare con quello esterno che, avendo un numero di denti leggermente superiore, consente di ottenere rapporti di trasmissione estremamente elevati.
Le montature armoniche si distinguono per dimensioni compatte e per un rapporto particolarmente favorevole tra il loro peso e il carico massimo che sono in grado di sostenere, caratteristiche che le rendono molto apprezzate soprattutto in ambito astrofotografico.
Un’ultima considerazione riguarda il rapporto tra la montatura e il tubo ottico. Il “problema” dei telescopi è che… ingrandiscono. Questo significa che ogni minima vibrazione dello strumento viene amplificata nel campo dell’oculare, trasformando anche un tremolio apparentemente trascurabile in un vero e proprio terremoto visivo.
Per questo motivo è sempre consigliabile puntare su una montatura solida e ben dimensionata, sia essa altazimutale o equatoriale. Una buona regola pratica consiste nell’abbinare il tubo ottico a una montatura dichiarata per un carico massimo almeno del 50% superiore al peso del tubo stesso (ad esempio, un tubo da 10 kg su una montatura che ne supporti almeno 15; se il margine è maggiore, tanto meglio). Il peso complessivo della montatura potrà risultare più impegnativo di quanto inizialmente desiderato, ma la stabilità, il comfort e la qualità dell’esperienza osservativa ripagheranno ampiamente questa scelta.
Montatura equatoriale ZWO AM5N Harmonic Drive
Scegliere la montatura giusta significa porre le basi per un’esperienza astronomica soddisfacente e stabile. Che si tratti di osservazione visuale o di astrofotografia, la montatura è il vero cuore del telescopio. Investire tempo nella scelta e affidarsi a degli esperti per una soluzione adeguata alle proprie esigenze, consente di valorizzare al massimo l’ottica e di godere appieno della bellezza del cielo notturno.
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