Come conservare al meglio il tuo telescopio
Il tempo che i nostri telescopi trascorrono in inattività è, in genere, di almeno un paio di ordini di grandezza, a volte anche di più, superiore rispetto al tempo in cui vengono effettivamente utilizzati. Vale quindi la pena soffermarsi su come conservare correttamente un telescopio durante questi lunghi periodi di inattività, per garantirne efficienza e durata nel tempo.
Telescopio montato o smontato: qual è la soluzione migliore?
Le situazioni possibili sono due: telescopio montato o telescopio smontato. In linea generale, è meglio evitare di lasciare lo strumento in pianta stabile sulla montatura, soprattutto se il peso del telescopio è prossimo al limite di portata della montatura stessa. Questo discorso non riguarda i telescopi in postazione fissa, che hanno senso proprio perché non devono essere smontati, ma vale per la strumentazione itinerante. Infatti, il peso del tubo ottico esercita una pressione sugli organi meccanici della montatura, che in caso di immobilità prolungata, può causare col tempo usura e deterioramento delle parti meccaniche.
Assi liberi e bilanciamento
A titolo precauzionale, sarebbe inoltre il caso che gli assi della montatura non fossero tenuti bloccati ma lasciati liberi di ruotare, perché qualora il telescopio dovesse subire inavvertitamente urti o spinte, i componenti preposti a frenare i movimenti (tipicamente gli accoppiamenti vite senza fine/corona dentata) sarebbero costretti a sollecitazioni non particolarmente salutari.
Il modo più semplice per poter lasciare gli assi liberi senza che il tubo del telescopio sia tentato ad assumere posizioni contronatura, consiste nello sbilanciare leggermente gli assi. Per farlo, bisogna posizionare il tubo in modo che la parte più pesante si trovi verso il basso rispetto al baricentro e spostare i contrappesi dell’asse di declinazione un po’ oltre il punto di equilibrio. In questo modo, un’eventuale spinta (purché non eccessiva) al tubo o agli assi del telescopio, li riporterebbe in posizione di riposo iniziale dopo un’oscillazione di assestamento.
Telescopio smontato
Se si preferisce smontare il telescopio, la posizione ideale è orizzontale. Questo riduce il deposito di polvere e agenti atmosferici sulle superfici ottiche, soprattutto se si utilizzano correttamente i tappi copriobiettivo. L’umidità, pur non essendo di per sé un problema per il tubo ottico (progettato per l’uso all’aperto anche in inverno), può diventare dannosa nel tempo. In ambienti poco asciutti, l’umidità si condensa sulle superfici ottiche, lasciando aloni o macchie.
Una buona abitudine consiste nel rimuovere i tappi e arieggiare il tubo ottico (specialmente nei telescopi Newton) una volta ogni 8-10 giorni, se l’umidità ambientale è intensa. Questo aiuta a preservare la qualità delle lenti e degli specchi.
La manutenzione elettronica
Le componenti elettroniche interne alla montatura e le pulsantiere di comando risentono più dell’inattività che dell’uso stesso. Polvere e umidità possono danneggiare i contatti interni, provocando ossidazione e malfunzionamenti.
È quindi consigliato accendere periodicamente lo strumento, farlo funzionare per alcuni minuti e premere tutti i pulsanti per mantenerli operativi. Inoltre, è bene conservare l’elettronica in ambienti asciutti e poco polverosi, per evitare danni da ossidazione o sporcizia.
Pulizia delle superfici ottiche
Un ultimo consiglio riguarda la pulizia delle superfici ottiche. È preferibile una lente sporca, piuttosto che una lente rovinata. Una lente relativamente sporca è poco piacevole da vedere, ma impatta poco sulla sua resa ottica. Una lente piena graffi e con il trattamento antiriflesso deteriorato, non solo è brutta da vedere, ma riduce la qualità delle osservazioni. Questo a voler dire che è opportuno evitare l’accanimento nella pulizia di un oculare, dell’obiettivo di un rifrattore o della lastra di correzione di uno Schmidt-Cassegrain (gli specchi newtoniani per fortuna sono meno a portata di mano…).
Insistere troppo rischia di rovinare la superficie con l’intento di mantenerla brillante. L’azione meccanica di detergere una superficie delicata come quella di un componente ottico è sempre, in qualche modo, un trauma. Il panno può essere morbido, ma se trattiene un corpuscolo solido, questo può graffiare la lente. Allo stesso modo, anche un liquido detergente adatto può trascinare residui di sporco e compromettere il trattamento antiriflesso.
Se parliamo di un po’ di polvere e di qualche innocua macchiolina, il suggerimento è quello di lasciare le cose come stanno e intervenire con una periodicità piuttosto dilatata, del tipo di sei/sette mesi o più.
Una buona conservazione del telescopio è fondamentale per garantirne una maggiore vita operativa. Che si tratti di ottiche, montature o componenti elettroniche, alcune semplici accortezze possono fare la differenza.
L’augurio è che i nostri telescopi possano durare a lungo, abbastanza da continuare a osservare e scoprire le meraviglie del nostro Universo.







