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SET FILTRI LRGB diam. 31.8mm SERIE E

SET FILTRI LRGB diam. 31.8mm SERIE E

SET FILTRI LRGB diam. 31,8mm montati in cella, SERIE E per sensori Kodak Blu-Enhanced e CCD tipo SXV-H9.

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SET FILTRI LRGB diam. 31.8mm SERIE E

Astrodon

AS-LRGB2_E27R

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SET FILTRI LRGB diam. 31,8mm montati in cella, SERIE E per sensori Kodak Blu-Enhanced e CCD tipo SXV-H9.

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Lo spettro preliminare dei filtri Tru-Balance serie E è mostrato in figura: le linee di emissione dell’H-Alfa e dell’OIII vicino a 656 e 500nm sono indicate. Lo SII emette a 672.4nm, a lunghezze d’onda leggermente maggiori dell’H-Alfa. Lo SII è anche un linea di emissione che rientra nella curva di trasmissione del filtro rosso di un set RGB.
Da notare l’ampiezza della curva del filtro blu: questo compensa la scarsa sensibilità nel blu dei sensori Kodak full frame in paragone a quella nel verde e nel rosso. Questo filtro blu ha un’efficienza del 50% superiore di quella del filtro blu della Custom Scientific, del 30% superiore del filtro blu 2C dell’Astronomik, tenendo conto che l’Astronomik produce i migliori filtri RGB a livello amatoriale.
Questo significa che con il filtro blu Astrodon noterete immediatamente un aumento del rapporto segnale/rumore e dei dettagli nelle immagini del canale blu già al momento del download dell’immagine grezza.
Questo significa anche evitare di perdere la stella di guida quando si utilizza il filtro blu con CCD con autoguida integrata.
La curva grigia in figura è quella del filtro Luminanza (L) con blocco infrarosso (NIR).
Questo filtro è stato progettato per combinarsi con le ampiezze spettrali dei filtri RGB, adattandosi come un guanto in modo da garantire la migliore resa cromatica nelle immagini ottenute con tecnica LRGB.
Un filtro tipo Clear (C) senza blocco infrarosso può essere utilizzato al posto del filtro L. Il filtro C ha una trasmissione superiore al 97% nella regione spettrale, trasmissione che scende al 95% a 400nm nel blu. Il filtro C permette di aumentare del 45% il segnale della luminanza con sensori Kodak Interlinea ma potrebbe non offrire un accoppiamento ideale al set RGB come invece possibile con il filtro L.
Infine notate in figura l’intervallo fra la curva del filtro verde e quella del filtro rosso. Questa caratteristica permette di minimizzare gli effetti negativi dovuti all’inquinamento luminoso di lampade al sodio ad alta pressione. Queste sorgenti di inquinamento luminoso si trovano solitamente a 580nm, zona spettrale in cui questi filtri verde e rosso lasciano passare solo il 15% della luce. Perciò i filtri serie E hanno un trattamento anti-inquinamento luminoso incorporato.

Tutti i filtri Astrodon sono parafocali:
la maggior frustrazione nell’astrofotografia con CCD è quella di dover ritrovare la corretta posizione di fuoco con il filtro H-alfa: i filtri a banda stretta non lasciano passare molta luce per cui è necessario utilizzare una stella molto luminosa per perfezionare la messa a fuoco. Tutti i filtri Astrodon Tru-Balance L, C, R, G, B, H-Alfa, OIII e SII sono parafocali anche su ottiche con rapporto focale inferiore a f/4.
Questo significa poter regolare la messa a fuoco utilizzando un filtro C o G, montare il filtro H-Alfa e procedere immediatamente con l’acquisizione dell’immagine. Questo è uno dei vantaggi chiave dei filtri Astrodon Tru-Balance che li hanno resi così popolari in breve tempo.
Lo spessore del filtro determina quanto esso possa essere parafocale: i filtri Tru-Balance sono filtri dicroici con trattamenti molto resistenti depositati su un singolo substrato di vetro di alta qualità. Lo spessore ridotto (3mm) di questo substrato è controllato in maniera accurata con errore +/-0.05mm. La variazione tra lotto e lotto è inferiore a 0.1mm, misura leggermente inferiore alla zone critica di fuoco di un sistema f/5. Su richiesta è possibile selezionare all’interno di vari lotti filtri con variazione inferiore e quindi ottenere un set di filtri che abbiano esattamente lo stesso spessore (quotazioni su richiesta).

Corretto bilanciamento del colore blu-verde OIII:
quando si applica il medesimo peso ai tre colori (1:1:1) per il punto di bilanciamento del bianco, il passo successivo è quello di ottenere un corretto colore blu-verde corrispondente all’emissione OIII della regione centrale delle nebulose planetarie.
Questo richiede che la linea di emissione OIII abbia una componente uguale sia nel canale del verde che in quello del blu, DOPO aver applicato i pesi G2V per il corretto bilanciamento cromatico delle stelle e perciò del bianco.
Questo è quello che si intende per “Paradosso del colore RGB”: una volta applicati i pesi-colore G2V per la vostra camera e filtri, il corretto bilanciamento della linea di emissione OIII per le immagini finali nel blu e nel verde risulta impossibile. C’è poco da fare se non alterare leggermente i pesi-colore G2V. Questo è il problema nel “mescolare” in astrofotografia le emissioni nelle bande strette (es. OIII) con i colori nelle bande larghe (RGB). Questo problema non riguarda le linee di emissione H-Alfa e SII perchè ricadono entrambe nella curva del filtro rosso. Il problema è caratteristico della linea di emissione dell’OIII vicino ai 500nm che cade tra la curva del filtro blu e quella del filtro verde. Il problema è ancora più evidente quando si utilizzano filtri fotometrici UVBRI in quanto il filtro fotometrico blu ha una bassissima trasmissione nell’OIII.
Notate invece l’alta e similare trasmissione dei filtri verdi e blu Astrodon a livello della linea di emissione OIII: dal momento che i pesi applicati sono 1:1:1, la trasmissione nell’OIII deve essere la stessa sia per il filtro verde che per quello blu. Questo non solo permette di ottenere un corretto colore blu-verde per l’OIII ma lo fa con un’alta efficienza. Il discorso è valido sia per la serie E che per quella I.
In altre parole finalmente otterrete ad esempio una M27 con la giusta colorazione.I filtri Astrodon Tru-Balance forniscono colori per le nebulose OIII che necessitano di un bilanciamento al massimo del 10%, nessun altro filtro sul mercato ha una tale efficienza.

La figura a seguira mostra cosa si intende per immagine “troppo verde” o “troppo blu” in paragone ad un’immagine ben bilanciata.
L’ultima immagine mostra la nebulosa planetaria M27 ripresa con un sensore CCD KAF3200ME e un C14: combinazione colore 1:1:1, esposizione di 10min per R,G e B utilizzando i filtri Astrodon Tru-Balance serie E. Da notare i dettagli che sono emersi nonostante un tempo di esposizione totale ridotto di 30min e come il colore della nebulosa sia ben bilanciato, nè troppo verde, nè troppo blu.

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